Paola Lincetto – Sistema idrico riattribuzione funzioni degli Atto
giugno 21, 2011 alle 8:46 am | Pubblicato in In Consiglio, Lincetto | Lascia un commentoEtichette: sistema idrico
Il Consiglio Comunale di Padova
PREMESSO che:
- il DL n°2 25/01/2010 “Enti Locali”, convertito nella legge n° 42 il 26/03/2010, stabilisce, al comma 186 bis la soppressione degli ATO, Ambiti Territoriali Ottimali su acqua e rifiuti, entro lo 01/01/2011, demandando alle Regioni la riattribuzione delle funzioni che venivano da essi esercitate;
- l’ Ambito Territoriale Ottimale è un territorio su cui sono organizzati servizi pubblici integrati, in particolare quello idrico e quello dei rifiuti, introdotti per i servizi idrici dalla L. 36/94 (legge Galli) e per i rifiuti dal Dlgs. 22/97 (decreto Ronchi) e confermati nel Testo unico ambientale (dlgs 152/2006);
- gli ATO sono individuati dalle Regioni con apposita legge (nel caso del servizio idrico integrato con riferimento ai bacini idrografici e dei rifiuti principalmente alle province) e su di essi agiscono le Autorità d’Ambito, strutture dotate di personalità giuridica che hanno il compito di organizzare, affidare e controllare la gestione del servizio;
- compito degli ATO, per quanto riguarda i servizi idrici, è effettuare ricognizioni agli impianti e alle reti esistenti, pianificare gli investimenti, stabilire le risorse necessarie all’attuazione della pianificazione, controllare che il gestore realizzi gli interventi programmati , con l’obiettivo finale di tutelare la risorsa idrica, garantendo una gestione del servizio efficiente, efficace ed economica;
- per effetto di un parere del Comitato di Vigilanza sull’uso delle risorse idriche, del novembre 2001, la gestione delle acque meteoriche non è più competenza dell’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale e non rientra tra i compiti assegnati obbligatoriamente al gestore del servizio idrico integrato.
CONSIDERATO che:
- per quanto riguarda i servizi idrici, il comune di Padova appartiene con altri 139 comuni, delle province di Padova,Vicenza e Venezia, che ricadono nel territorio di pertinenza del bacino idrografico del fiume Bacchiglione, un’area che si estende per circa 3100 Kmq nell’alta pianura alluvionale veneta, all’AATO Bacchiglione;
- questo fa sì che si trovino, all’interno dello stesso ambito territoriale le falde idriche di Villaverla, cioè la principale fonte di approvvigionamento dell’acquedotto padovano, e l’acquedotto stesso, fatto che garantisce una gestione ottimale del servizio idrico del comune di Padova;
- gli Ato sono il luogo in cui i Sindaci esercitano il loro ruolo di controllori e regolatori;
- dopo il suddetto parere del novembre 2001, più soggetti competenti, in genere Comuni e Consorzi di Bonifica, devono assumersi l’onere dei costi di gestione e le spese per la realizzazione degli interventi necessari alla gestione delle acque meteoriche;
- la riattribuzione delle funzioni degli ATO rischia di compromettere, soprattutto per quanto riguarda il settore idrico, la qualità del servizio ai cittadini e la possibilità dei Sindaci di vigilare su di essa.
RILEVATO che:
- la Giunta della Regione Veneto ha stabilito, con deliberazione n. 1366 del 18 maggio 2010, di ricorrere alla Corte Costituzionale contro la decisione del Parlamento, perché trattasi di materia di legislazione concorrente;
- la soppressione decisa a livello nazionale riguarda principalmente aree geografiche ove la struttura regolatoria non è mai decollata, le Regioni sono state commissariate, e gli obiettivi normativi in materia idrica e dei rifiuti sono stati ampiamente disattesi, ma tutto ciò non riguarda la maggior partedel Veneto, che anzi risulta all’avanguardia nel rispetto degli obiettivi stabiliti dalle norme.
IMPEGNA
l’Amministrazione Comunale affinché si attivi pressola Regione Venetoperché:
- nella riattribuzione delle funzione degli ATO, legiferi in modo tale che i Sindaci possano continuare a mantenere un ruolo analogo a quello ricoperto attualmente, al fine di mantenere vivo il rapporto tra enti locali, aziende municipalizzate e gestori, salvaguardando le professionalità maturate al loro interno e tutelando l’interesse dei Comuni e dei cittadini, in particolare per quanto riguarda la determinazione delle tariffe, che devono essere coerenti con la crescita del reddito e dell’indice dei prezzi, degli investimenti idrici e delle modalità di erogazione dei servizi;
- per quanto riguarda il settore idrico, tenga in considerazione l’impellente esigenza di investimenti nel ciclo idrico integrato, la disponibilità e la tutela della risorsa idrica potabile, la tutela idrogeologica, la prevenzione nel lungo periodo degli effetti dell’ eccessiva e scarsa piovosità determinate dal cambiamento climatico;
- all’interno del provvedimento, individui il soggetto gestore del drenaggio urbano e le modalità di finanziamento delle opere correlate;
- istituisca, per quanto riguarda il settore idrico, un Ente di Controllo delle Acque Venete che abbia l’autorevolezza e gli strumenti per armonizzare le competenze, oggi frammentate, e stabilire la priorità degli investimenti.
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