<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>Gruppo PD PADOVA &#187; Pisani</title>
	<atom:link href="http://gruppopd.wordpress.com/category/_interventi/pisani/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://gruppopd.wordpress.com</link>
	<description>Just another WordPress.com weblog</description>
	<lastBuildDate>Fri, 09 Nov 2012 12:07:32 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
<cloud domain='gruppopd.wordpress.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://s2.wp.com/i/buttonw-com.png</url>
		<title>Gruppo PD PADOVA &#187; Pisani</title>
		<link>http://gruppopd.wordpress.com</link>
	</image>
	<atom:link rel="search" type="application/opensearchdescription+xml" href="http://gruppopd.wordpress.com/osd.xml" title="Gruppo PD PADOVA" />
	<atom:link rel='hub' href='http://gruppopd.wordpress.com/?pushpress=hub'/>
		<item>
		<title>Giuliano Pisani &#8211; Proposta Nobel Giusti del Rwanda</title>
		<link>http://gruppopd.wordpress.com/2010/03/04/giuliano-pisani-proposta-nobel-giusti-del-rwanda/</link>
		<comments>http://gruppopd.wordpress.com/2010/03/04/giuliano-pisani-proposta-nobel-giusti-del-rwanda/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 15:02:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gruppopd</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Consiglio]]></category>
		<category><![CDATA[Pisani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gruppopd.wordpress.com/?p=687</guid>
		<description><![CDATA[Mozione proposta Nobel Giusti del Rwanda premesso che   • con Delibera di Consiglio n. 13 del 19 febbraio 2007 è stato istituito a Padova il Giardino dei Giusti del Mondo, il cui fine istituzionale è di rendere omaggio a coloro che si sono opposti ai genocidi perpetrati a partire dal XX secolo e di [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gruppopd.wordpress.com&#038;blog=9514633&#038;post=687&#038;subd=gruppopd&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gruppopd.files.wordpress.com/2009/09/nuova-immagine.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-102" title="Nuova immagine" src="http://gruppopd.files.wordpress.com/2009/09/nuova-immagine.jpg?w=97&#038;h=150" alt="" width="97" height="150" /></a></p>
<p><a href="http://serviziweb.comune.padova.it/salaconsiglio/video_detail.php?video_indirizzo=01_03_2010+18_09_43_1.wmv&amp;posizione=9502" target="_blank">Mozione proposta Nobel Giusti del Rwanda</a></p>
<p><strong>premesso che</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>• con Delibera di Consiglio n. 13 del 19 febbraio 2007 è stato istituito a Padova il Giardino dei Giusti del Mondo, il cui fine istituzionale è di rendere omaggio a coloro che si sono opposti ai genocidi perpetrati a partire dal XX secolo e di proporne e divulgarne l’esempio, in particolare tra i giovani;</p>
<p>• la Commissione Scientifica del Giardino dei Giusti del Mondo ha finora<a href="http://gruppopd.files.wordpress.com/2010/03/giust.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-710" title="giust" src="http://gruppopd.files.wordpress.com/2010/03/giust.jpg?w=550" alt=""   /></a> individuato trentasei Giusti legati a venti episodi avvenuti in quattro diversi genocidi, quello che coinvolse il popolo armeno in Turchia nel 1915/16, la Shoah ebraica avvenuta in Europa durante il secondo conflitto mondiale, i massacri indiscriminati contro la popolazione bosniaca (1992-95) e il genocidio Rwandese (1994); <span id="more-687"></span></p>
<p><strong>ricordato che</strong></p>
<p>• il genocidio in Rwanda si compì tra il 6 aprile e il 18 luglio del ‘94, quando gruppi militari e paramilitari di etnia Hutu, appoggiati anche da civili, sterminarono a colpi di armi da fuoco, machete, bastoni chiodati, gran parte della minoranza di origine Tutsi;</p>
<p>• il genocidio non risparmiò la componente moderata della stessa popolazione Hutu, e fu accompagnato da stupri e torture nei confronti di donne e bambine, sotto gli occhi indifferenti della comunità internazionale;</p>
<p>• in quel contesto efferato alcune donne e alcuni uomini scelsero di opporsi all’orrore e di salvare altri esseri umani a rischio della propria stessa vita, meritando di essere riconosciuti come Giusti del Rwanda;</p>
<p>• nel Giardino dei Giusti del Mondo di Padova sono state messe a dimora tre piante, che onorano tre persone che durante il genocidio rwandese hanno obbedito alla voce della coscienza e si sono efficacemente battute per interrompere la catena dell’ingiustizia e della morte;</p>
<p><strong>preso atto che </strong></p>
<p>• l’associazione no-profit Bene-Rwanda (che in lingua Kinyarwanda significa “Figli del Rwanda”), fondata e diretta da cittadini rwandesi che risiedono e lavorano da anni in Italia, e l’associazione internazionale Peace Culture hanno promosso <strong>la candidatura al Premio Nobel per la Pace</strong> di <strong>Zura Karuhimbi </strong>e<strong> Pierantonio Costa, </strong>onorati come Giusti del Rwanda nel nostro Giardino dei Giusti del Mondo<strong>, </strong>e della scrittrice e intellettuale rwandese <strong>Yolande Mukagasana</strong>, anch’essa presente nella nostra città nella cerimonia del 18 e 19 ottobre 2009;</p>
<p>• il Comitato Scientifico del Giardino dei Giusti del Mondo di Padova ha espresso parere favorevole all’iniziativa, proponendo al Consiglio Comunale di sostenere l’iniziativa presso il Comitato Promotore del Premio Nobel per la Pace;</p>
<p>• la presente mozione è stata esaminata e unanimemente approvata dalla III Commissione Cultura nella seduta del 19 febbraio 2010;</p>
<h2><strong>tutto ciò premesso</strong></h2>
<h1>il Consiglio Comunale di Padova impegna</h1>
<p> </p>
<p>il Signor Sindaco a rappresentare al Comitato Promotore del Premio Nobel per la Pace la volontà della Città di Padova di aderire alla candidatura al Premio Nobel per la Pace di Zura Karuhimbi, Pierantonio Costa e Yolande Mukagasana.</p>
<p>Il Presidente della III Commissione</p>
<p>Giuliano Pisani</p>
<p>Biografie dei candidati :</p>
<p>• <strong>Zura Karuhimbi</strong> è una contadina Hutu. Nata nel 1925 in Rwanda nel distretto di Ntongwe, dove ancora risiede in condizioni di estrema semplicità, all’epoca de genocidio aveva circa settant’anni. Incurante dei rischi e delle minacce che lei stessa correva, operando con intelligenza e coraggio, ospitò nella sua casa un centinaio di fuggiaschi Tutsi, cui salvò in tal modo la vita. Se fosse stata scoperta, sarebbe andata incontro alla morte più atroce. Nel 2006, l’associazione <em>Ibuka – memoria e giustizia</em>, che raggruppa i sopravvissuti del genocidio ruandese, le ha consegnato un certificato di merito e di riconoscimento, mentre il governo di Paul Kagame le ha conferito una medaglia al valore.</p>
<p>• <strong>Pierantonio Costa</strong> (Mestre 7 maggio 1939), a quindici anni, raggiunge il padre emigrato nello Zaire. A Bukavu, nel 1960, fa la prima esperienza di guerra africana e con alcuni fratelli si prodiga per traghettare sull’altra sponda del lago Kivu gruppi di profughi congolesi. Si trasferisce in Rwanda nel 1964. Imprenditore di successo, dal 1988 al 2004 è console onorario d’Italia a Kigali. Nei tre mesi del genocidio Costa porta in salvo dapprima gli italiani e molti occidentali, poi si stabilisce in Burundi, a casa del fratello, e da lì comincia una serie incessante di viaggi attraverso il Rwanda per mettere in salvo il maggior numero di persone possibile. Costa usa i privilegi di cui gode, la rappresentanza diplomatica, la sua rete di conoscenze e il suo denaro per ottenere visti di uscita dal paese per tutti coloro che gli chiedono aiuto. Aiutato dal figlio Olivier, Costa agisce di concerto con rappresentanti della Croce Rossa e di svariate Ong, e alla fine del genocidio ha salvato quasi 2000 persone, tra cui 375 bambini di un campo di raccolta della Croce Rossa a Butare. La sua storia eccezionale è raccontata nel libro <em>La lista del console</em>.</p>
<p>• <strong>Yolande Mukagasana </strong>è l’unica sopravvissuta alla sua famiglia. Suo marito e i suoi tre figli sono stati massacrati a colpi di machete. Salvata da una donna Hutu, Jacqueline Mukansonera, Yolande ha iniziato un’incessante campagna per testimoniare al mondo il genocidio del Rwanda . La sua storia è raccontata nel libro <em>La morte non mi ha voluta</em>. Scrittrice di fama internazionale, considerata la “Primo Levi” ruandese, Yolande ha già ricevuto vari riconoscimenti tra cui la Menzione Onorevole Unesco per l’Educazione alla Pace.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gruppopd.wordpress.com/687/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gruppopd.wordpress.com/687/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gruppopd.wordpress.com&#038;blog=9514633&#038;post=687&#038;subd=gruppopd&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gruppopd.wordpress.com/2010/03/04/giuliano-pisani-proposta-nobel-giusti-del-rwanda/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://2.gravatar.com/avatar/ba49857013cedc1eab1d463e0c1df99f?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">gruppopd</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://gruppopd.files.wordpress.com/2009/09/nuova-immagine.jpg?w=97" medium="image">
			<media:title type="html">Nuova immagine</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://gruppopd.files.wordpress.com/2010/03/giust.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">giust</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Giuliano Pisani &#8211;  Cappela degli Scrovegni negli elenchi UNESCO</title>
		<link>http://gruppopd.wordpress.com/2010/02/10/giuliano-pisani-cappela-degli-scrovegni-negli-elenchi-unesco/</link>
		<comments>http://gruppopd.wordpress.com/2010/02/10/giuliano-pisani-cappela-degli-scrovegni-negli-elenchi-unesco/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 16:49:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gruppopd</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Consiglio]]></category>
		<category><![CDATA[Pisani]]></category>
		<category><![CDATA[Cappella Scrovegni]]></category>
		<category><![CDATA[UNESCO]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gruppopd.wordpress.com/?p=635</guid>
		<description><![CDATA[  Signori Consiglieri,  premesso che  • per essere incluso nella lista del Patrimonio dell&#8217;Umanità un sito deve avere valori di universalità, unicità e insostituibilità (nel caso andasse perduto) e deve soddisfare almeno uno dei criteri fissati dal Comitato per il Patrimonio dell&#8217;Umanità per la selezione;  • tra i criteri di selezione è previsto che tale [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gruppopd.wordpress.com&#038;blog=9514633&#038;post=635&#038;subd=gruppopd&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><a href="http://gruppopd.files.wordpress.com/2009/09/nuova-immagine.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-102" title="Nuova immagine" src="http://gruppopd.files.wordpress.com/2009/09/nuova-immagine.jpg?w=97&#038;h=150" alt="" width="97" height="150" /></a>Signori Consiglieri,</p>
<p> premesso che</p>
<p> • per essere incluso nella lista del Patrimonio dell&#8217;Umanità un sito deve avere valori di universalità, unicità e insostituibilità (nel caso andasse perduto) e deve soddisfare almeno uno dei criteri fissati dal Comitato per il Patrimonio dell&#8217;Umanità per la selezione;</p>
<p> • tra i criteri di selezione è previsto che tale sito deve</p>
<p>  a) rappresentare un capolavoro del genio creativo umano;</p>
<p>b) testimoniare un cambiamento considerevole culturale, in un dato periodo, sia in campo archeologico sia architettonico sia della tecnologia, artistico o paesaggistico;<span id="more-635"></span></p>
<p> Valutato che</p>
<p> • la Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto a Padova all’inizio del XIV secolo è unanimemente riconosciuta dal mondo degli studi come la più grande rivoluzione prodottasi in Europa in campo artistico, con un linguaggio pittorico talmente innovativo che suscitò l’ammirazione incondizionata dei contemporanei e costituì per secoli il modello di riferimento di generazioni di artisti europei, al punto che è stato autorevolmente sostenuto che il primo innovatore dopo il Giotto degli Scrovegni sia stato nel secolo scorso Pablo Picasso;</p>
<p> • la Cappella degli Scrovegni rappresenta un unicum assoluto anche sotto il profilo filosofico-teologico, con un progetto che lascia stupiti per la profondità e la modernità della concezione, in una rete di rimandi così sofisticata che non è stata ripresa in nessun ciclo successivo, né in Italia né all’estero, e la stessa critica moderna ha faticato a coglierne l’essenza;</p>
<p> Tutto ciò premesso</p>
<h1> il Consiglio Comunale di Padova</h1>
<p> ritenendo che la Cappella degli Scrovegni, per la sua unicità e per la svolta rivoluzionaria impressa alla storia dell’arte occidentale, sia meritevole di essere inserita nell’elenco dei siti Unesco,</p>
<p>impegna</p>
<p>il Signor Sindaco di Padova ad attivarsi presso le sedi opportune per avanzare formale proposta di inserimento della Cappella degli Scrovegni nell’elenco dei siti Unesco.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gruppopd.wordpress.com/635/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gruppopd.wordpress.com/635/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gruppopd.wordpress.com&#038;blog=9514633&#038;post=635&#038;subd=gruppopd&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gruppopd.wordpress.com/2010/02/10/giuliano-pisani-cappela-degli-scrovegni-negli-elenchi-unesco/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://2.gravatar.com/avatar/ba49857013cedc1eab1d463e0c1df99f?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">gruppopd</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://gruppopd.files.wordpress.com/2009/09/nuova-immagine.jpg?w=97" medium="image">
			<media:title type="html">Nuova immagine</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>MOZIONE PER PROPORRE UN RICONOSCIMENTO UFFICIALE ALLA CITTA’ DI PADOVA DA PARTE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PER IL CONTRIBUTO DI SANGUE DATO DAI SUOI CITTADINI NELLA LOTTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE (1943-1945)</title>
		<link>http://gruppopd.wordpress.com/2009/09/25/mozione-per-proporre-un-riconoscimento-ufficiale-alla-citta%e2%80%99-di-padova-da-parte-del-presidente-della-repubblica-per-il-contributo-di-sangue-dato-dai-suoi-cittadini-nella-lotta-di-liberazione-n/</link>
		<comments>http://gruppopd.wordpress.com/2009/09/25/mozione-per-proporre-un-riconoscimento-ufficiale-alla-citta%e2%80%99-di-padova-da-parte-del-presidente-della-repubblica-per-il-contributo-di-sangue-dato-dai-suoi-cittadini-nella-lotta-di-liberazione-n/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 19:12:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gruppopd</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pisani]]></category>
		<category><![CDATA[_Interventi]]></category>
		<category><![CDATA[gigusti padova]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[medaglia d'oro padova]]></category>
		<category><![CDATA[padova]]></category>
		<category><![CDATA[partigiani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gruppopd.wordpress.com/?p=130</guid>
		<description><![CDATA[Signori Consiglieri, nei venti durissimi mesi dell’occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana (10 settembre 1943 – 28 aprile 1945) Padova ebbe un ruolo centrale nella lotta di liberazione e nel riscatto della dignità nazionale, assumendo funzioni di guida in ambito regionale e offrendo il sacrificio di molti suoi figli.In meno di due settimane si [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gruppopd.wordpress.com&#038;blog=9514633&#038;post=130&#038;subd=gruppopd&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-131" title="C_1_Immagini_3111_Immagine[1]" src="http://gruppopd.files.wordpress.com/2009/09/c_1_immagini_3111_immagine1.jpg?w=150&#038;h=93" alt="C_1_Immagini_3111_Immagine[1]" width="150" height="93" />Signori Consiglieri,<img class="alignright size-thumbnail wp-image-86" title="pisani" src="http://gruppopd.files.wordpress.com/2009/09/pisani.jpg?w=132&#038;h=150" alt="pisani" width="132" height="150" /></p>
<p>nei venti durissimi mesi dell’occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana (10 settembre 1943 – 28 aprile 1945) Padova ebbe un ruolo centrale nella lotta di liberazione e nel riscatto della dignità nazionale, assumendo funzioni di guida in ambito regionale e offrendo il sacrificio di molti suoi figli.In meno di due settimane si attivò il Comitato di Liberazione Nazionale provinciale, per iniziativa soprattutto del prof. Adolfo Zamboni, rappresentante del Partito d’Azione e docente del Liceo scientifico Ippolito Nievo, da sempre fiero oppositore del fascismo. Un prezioso documento lo attesta: «A fine settembre 1943 avvengono i primi contatti fra partiti per procedere ad una organizzazione di carattere militare. Si riuniscono in strada Sammicheli 53 [<em>casa Zamboni</em>] i rappresentanti del Partito d’Azione (Frasson, Todesco Mario e Vico), del Partito Comunista (L. Geremia e Brunetti), della Democrazia Cristiana (Dr. Trevisan). Vico Todesco riferisce sui concentramenti del Grappa; il Dr. Flavio Busonera sulle formazioni della zona di Cavarzere, il colonnello Marziano sulle forze del Piovese».<span id="more-130"></span></p>
<p>Ad opera di Silvio Trentin, Concetto Marchesi ed Egidio Meneghetti, si costituì il Comitato di Liberazione Nazionale Regionale Veneto, al quale aderirono tutti i partiti e i movimenti antifascisti.</p>
<p>In tutte le coscienze libere risuona ancora il discorso che Concetto Marchesi, insigne latinista e Rettore dell’Ateneo, fece il 9 novembre 1943 per l’inaugurazione del 722° anno accademico e  il memorabile appello del 1° dicembre 1943 con cui egli chiamò gli studenti alla lotta, che così si concludeva:</p>
<p><em>«Per la fede che vi illumina, per lo sdegno che vi accende, non lasciate che l’oppressore disponga della vostra vita, fate risorgere i vostri battaglioni, liberate l’Italia dalla ignominia, aggiungete al labaro della Vostra Università la gloria di una nuova più grande decorazione in questa battaglia suprema per la giustizia e per la pace nel mondo».</em></p>
<p>Oltre ai fatti che videro protagonista l’Università di Padova, che ebbe 117 caduti tra professori e studenti, nella città occupata dai Tedeschi erano attivi gruppi spontanei di cittadini, che nel nome della secolare tradizione civile di Padova e dei valori di riferimento ideale, culturale e religioso, agivano, nonostante il clima di delazione e di terrore, per aiutare i militari sbandati del nostro disciolto esercito e i soldati alleati, fuggiti ai campi di prigionia, a evitare la cattura e l’internamento, nonché per proteggere e salvare i perseguitati ebrei. Memorabile resta l’episodio accaduto il 19 ottobre, quando alla stazione di Padova si fermò il treno che deportava ad Auschwitz-Birkenau oltre mille ebrei romani, tra cui più di duecento bambini. Sfidando le SS della scorta, le crocerossine padovane, guidate da Lucia De Marchi, ottennero che le vittime innocenti di tanto orrore fossero dissetate e sfamate, in un concorso unanime di solidarietà da parte di ferrovieri, ristoratori, semplici cittadini.</p>
<p>Padova assunse il ruolo di direzione politica e militare della Resistenza nel Veneto. Qui operavano il Comando Militare Regionale Veneto del Corpo Volontari della Libertà e il Comando Triveneto delle Brigate Garibaldi. Molti cittadini furono arrestati e deportati: tra essi don Giovanni Fortin, parroco di Terranegra, internato a Dachau per la protezione accordata nel dicembre del 1943 a una dozzina di militari sudafricani fuggiti dalla prigionia. Nel marzo del ’44 una retata pose fine all’attività di un gruppo, prevalentemente formato da ragazze, tra le quali le tre sorelle Martini, Teresa, Lidia, Carla Liliana (la più giovane, appena diciassettenne), Milena Zambon, Delfina Borgato, Delia Fasolato, Franca Decima, Parisina Lazzari, che collaboravano con padre Placido Cortese della Basilica di sant’Antonio per accompagnare a Milano, da cui avrebbero proseguito per la frontiera Svizzera, ebrei ed ex prigionieri alleati. Imprigionate, maltrattate ed infine deportate nei lager di Mauthausen, Ravensbrück e Bolzano, sopravvissero miracolosamente tutte, tranne la più anziana, Maria Borgato.</p>
<p>Una rete di solidarietà vedeva coinvolti impiegati di uffici pubblici ed enti, carabinieri, ferrovieri e tante persone comuni, che rischiavano la vita per falsificare documenti, ospitare, aiutare a fuggire. Alcuni di loro svolsero anche un difficile e pericoloso doppio gioco a favore della Resistenza su incarico del C.L.N.</p>
<p>Padova fu uno dei tre poli della “Fra-Ma”, l’organizzazione che collegava la rete della Resistenza dell’Italia nordorientale al CLN Alta Italia di Milano (tramite il prof. Ezio Franceschini), al Governo Italiano legittimo e ai Governi Alleati (tramite la Svizzera, dove aveva dovuto rifugiarsi il prof. Marchesi, con il quale collaboravano Wanda Diena Scimone e il fratello Giorgio Diena, industriale padovano ebreo, che finì nel lager di Dachau da dove tornò pelle e ossa).</p>
<p>La “Fra-Ma” ebbe un ruolo fondamentale nel supporto finanziario e logistico (con aviolanci di armi e viveri) alle formazioni partigiane combattenti e all’organizzazione per l’espatrio dei ricercati e dei perseguitati.</p>
<p>Grande fu il significato morale e politico degli scioperi di protesta in alcune grandi fabbriche padovane della primavera 1944, che costarono a tanti lavoratori violenze, arresti e deportazioni.</p>
<p>Nel mese di giugno del 1944, visto il fallimento dei loro interventi repressivi, gli oppressori diedero inizio a una vera e propria campagna di terrore, con efferate esecuzioni, abbandono di cadaveri a scopo intimidatorio in luoghi diversi, prevalentemente nel cuore della città: i primi furono Silvio Barbato in via S. Marco, davanti alla sede del Fascio, Alfio Marangoni in piazza Cavour, Mario Todesco, docente al Tito Livio, in via Emanuele Filiberto. L’estate fu segnata dalle esecuzioni sommarie di Attilio Galvani, trucidato in Riviera Mugnai il 10 agosto, e dalla ingiustificata rappresaglia che il 17 agosto vide erigere tre forche in via santa Lucia, dove fu impiccato Flavio Busonera, medico e capo partigiano, mentre nella caserma di Chiesanuova venivano fucilati sette tra giovani renitenti alla leva e Partigiani, tra cui il giovane comandante Luigi Pierobon. Seguirono le drammatiche vicende del rastrellamento del Grappa e dei massacri sommari dei Partigiani, molti dei quali padovani. Qui, tra gli altri, caddero il comandante Vico Todesco, cugino di Mario Todesco, e il giovane Sandro Gòdina, membro della brigata “Italia libera”, caduto in combattimento a Cason di Meda, sul monte Grappa, il 23 settembre. La madre e la sorella di Vico furono deportate in Germania e di loro non si seppe più nulla. L’8 ottobre fu proditoriamente sequestrato padre Placido Cortese, che morì sotto le torture nelle celle sotterranee del Comando SS di Trieste i primi giorni di novembre.</p>
<p>Per stroncare l’attività delle formazioni partigiane (tra cui la Brigata Garibaldi “Francesco Sabatucci” e la Brigata Giustizia e Libertà “Silvio Trentin” (comandata dall’ing. Otello Pighin, che organizzava audaci sabotaggi e beffarde azioni propagandistiche) fu inviato a Padova il maggiore del Servizio di Sicurezza (SD) Friedrich Bosshammer, noto per la sua fanatica spietatezza, e all’inizio di novembre del 1944 giunse da Firenze un reparto speciale della Guardia Nazionale Repubblicana, formato da squadristi fanatici e comandato dal famigerato maggiore Mario Carità. La Banda Carità si insediò a Palazzo Giusti in via san Francesco. Il primo arresto “eccellente” fu quello del prof. Adolfo Zamboni. Usando infiltrati e delatori e facendo largo uso di violenza e torture, la banda Carità, che rispondeva direttamente al Comando tedesco, impartì gravi colpi ai vertici politici ed ai comandi militari partigiani. Molti cittadini, tra cui donne e ragazzi, subirono barbare sevizie a palazzo Giusti e spesso finirono poi deportati nei lager: professori, studenti, lavoratori, professionisti, sacerdoti. Il 7 gennaio del ’45 una seconda ondata di arresti decapitò momentaneamente il vertice organizzativo della Resistenza padovana e veneta. Tra gli arrestati anche Egidio Meneghetti, Ettore Gallo, futuro presidente della Corte Costituzionale, il prof. Francesco De Vivo e Taína Baricolo Dogo.</p>
<p>Ma i padovani non si piegarono. Padova fu anzi la prima città del Veneto a liberarsi, con una rivolta di popolo che il 28 aprile 1945, dopo un’intera giornata di duri e sanguinosi scontri, costrinse i tedeschi alla resa, che il Comandante della Platzkommandantur firmò in una sala del Convento di S. Antonio di fronte ai capi del CLN e del CVL. L’insurrezione impedì alle ingenti forze germaniche e fasciste di attestarsi in città per l’estrema resistenza, evitando così che Padova venisse trasformata in un campo di battaglia. Presidiando e difendendo ponti, impianti, edifici pubblici, fabbriche, i partigiani impedirono l’attuazione dei precisi ordini di distruzione totale impartiti da Kesselring.</p>
<p>Nell’insurrezione persero la vita non meno di 300 cittadini in armi, che si aggiunsero ai 245 caduti nei venti mesi precedenti. I Tedeschi perdettero almeno 500 uomini e lasciarono in mano agli insorti 19.500 prigionieri. La ritirata dell’esercito tedesco fu segnata da scontri nelle periferie e nei dintorni di Padova e dalla lunga scia di sangue di centinaia di civili, tra cui bambini, vecchi e donne, presi in ostaggio e uccisi. Tra le tante efferate stragi ricordiamo quelle che fecero 22 vittime a Santa Giustina in Colle, 11 a Saccolongo, 14 a Praglia, 44 a Saonara e Villatora, 127 tra Sant’Anna Morosina e Castello di Godego. A queste vittime innocenti si aggiungano i 48 ebrei della comunità padovana deportati nei lager, di cui soltanto due sopravvissero. Il 29 aprile, di ritorno da una missione a Treviso, per annunciare la liberazione di Padova e portare l’ordine di insorgere, furono intercettati dai Tedeschi e fucilati nei pressi di Peraga di Vigonza due giovani, Giovanni Vicentini e Beppino Smania. Quest’ultimo, poco più che diciassettenne, era un allievo del Tito Livio, il liceo che aveva visto cadere per la liberazione il professor Mario Todesco e altri tre studenti (Guido Puchetti, Sandro Gòdina, Giovanni Berto), nonché l’arresto e la deportazione a Mauthausen di una studentessa della I liceo C, Carla Liliana Martini.</p>
<p>Grazie alla rivolta di Padova, le prime pattuglie della 2<sup>a</sup> Divisione Neozelandese, avanguardia dell’VIII Armata britannica, poterono entrare in città senza combattere, poco prima della mezzanotte del 28 aprile, trovando la popolazione in festa, e poterono subito slanciarsi senza più ostacoli nella corsa per liberare Trieste.</p>
<p> </p>
<p>Abbiamo citato soltanto alcuni nomi tra le centinaia di cittadini da additare come esempio di fede nei valori della libertà, della giustizia, della democrazia, della civiltà. I loro nomi sono eternati nelle vie, negli edifici, nei monumenti, nelle lapidi che ne ricordano il martirio e i valori ideali per i quali si batterono e in molti casi lasciarono la vita. Il loro ricordo, insieme a quello dei tanti ignoti eroi, rimane vivo nelle coscienze dei cittadini che meditano sulle tragiche esperienze della nostra storia recente per trarne ispirazione ideale e modelli di comportamento.</p>
<p> </p>
<h2><strong>Tutto ciò premesso</strong></h2>
<p> </p>
<p>considerando che nella nostra regione del Veneto sono state insignite di Medaglia d’oro al V. M. per i meriti avuti nella Resistenza le città di Bassano del Grappa, Belluno, Treviso, Verona, Vicenza, Vittorio Veneto,</p>
<p> </p>
<h1>il Consiglio Comunale di Padova</h1>
<p align="center"> </p>
<p>ritenendo che la città di Padova, centro della cospirazione e della direzione della lotta partigiana in gran parte del Veneto, sia meritevole di un riconoscimento ufficiale da parte del Capo dello Stato,</p>
<p> </p>
<p align="center"><strong>chiede</strong></p>
<p align="center"> </p>
<p>al Signor Sindaco di Padova di attivarsi presso le sedi opportune perché la città di Padova possa avere un adeguato riconoscimento ufficiale da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il contributo di sangue dato dai suoi cittadini nella lotta di liberazione nazionale, sì che anche il gonfalone della città, e non solo quello della sua gloriosa Università, porti imperitura testimonianza del sacrificio di tanti suoi cittadini negli anni cruciali che segnarono il riscatto della dignità della nostra Patria e la nascita della democrazia.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gruppopd.wordpress.com/130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gruppopd.wordpress.com/130/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gruppopd.wordpress.com&#038;blog=9514633&#038;post=130&#038;subd=gruppopd&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gruppopd.wordpress.com/2009/09/25/mozione-per-proporre-un-riconoscimento-ufficiale-alla-citta%e2%80%99-di-padova-da-parte-del-presidente-della-repubblica-per-il-contributo-di-sangue-dato-dai-suoi-cittadini-nella-lotta-di-liberazione-n/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://2.gravatar.com/avatar/ba49857013cedc1eab1d463e0c1df99f?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">gruppopd</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://gruppopd.files.wordpress.com/2009/09/c_1_immagini_3111_immagine1.jpg?w=150" medium="image">
			<media:title type="html">C_1_Immagini_3111_Immagine[1]</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://gruppopd.files.wordpress.com/2009/09/pisani.jpg?w=132" medium="image">
			<media:title type="html">pisani</media:title>
		</media:content>
	</item>
	</channel>
</rss>
